Rifiuti Zero

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Oltre 200 Comuni in Italia applicano la Strategia Rifiuti Zero, mettendo in pratica azioni virtuose in difesa dell’ambiente, del lavoro e della legalità. Come è stato scritto nel “Carta di Napoli” la strategia “rifiuti zero” è attualmente il modo più veloce ed economico attraverso cui i governi locali possono contribuire alla riduzione dei cambiamenti climatici, alla protezione della salute, alla creazione di posti di lavoro “verdi” e alla promozione della sostenibilità locale.
I Comuni che hanno adottato la Strategia Rifiuti Zero sono oltre 200, e fanno capo a oltre 4 milioni di persone. Ma potrebbero diventare molte di più, da qui il nostro impegno per diffondere i contenuti di quella che consideriamo un’azione politica prioritaria e molto concreta. Secondo questa strategia, definita dall’organizzazione internazionale Zero Waste International Alliance, gli inceneritori esistenti devono essere chiusi e non devono esserne costruiti degli altri, mentre le discariche devono essere eliminate gradualmente. Le discariche sono la fonte maggiore di “gas serra” ma sono anche la causa primaria dell’inquinamento delle falde acquifere, mentre gli inceneritori causano l’immissione in atmosfera di diossine e polveri sottili, contribuendo all’effetto serra e compromettendo la salute dei cittadini. Spesso l’opposizione dei comitati cittadini alla costruzione di nuovi inceneritori viene concepita erroneamente oltre la legalità. Ma si tratta esattamente del contrario, chi ingaggia queste battaglie lo fa per difendere i beni comuni, rivendicando una più stretta osservanza della normativa europea di fronte alla mancanza di una strategia complessiva sul sistema rifiuti. La normativa pone come modello una gerarchia del rifiuto a piramide rovesciata, con l’obiettivo di orientare gli Stati membri ad una corretta gestione, mettendo in ordine di priorità la prevenzione, la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio, il recupero di altro tipo, e solo in ultima battuta lo smaltimento.

CertineWs/MGD

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