L’industria chimica italiana punta allo sostenibilità

il 15 esimo rapporto annuale ‘Responsible Care’ di Federchimica, ottenuto dai risultati di 175 imprese, dimostra l’impegno dell’industria chimica mondiale, a migliorare continuamente prodotti, processi e comportamenti nelle aree della sicurezza, salute e ambiente. Il dato più importante riguarda la gestione responsabile del prodotto lungo l’intero ciclo di vita, al fine di migliorarne le prestazioni, la sicurezza e di ridurne l’impatto ambientale. In particolare, oltre 8 imprese s 10 fra le aderenti a Responsible Care hanno ottenuto la certificazione ISO 9001 (sistema di gestione qualità) di almeno una unità locale. E non solo, poichè oltre 6 su 10 hanno ottenuto, sempre in almeno une delle proprie unità locali, la certificazione ISO 4001, che riguarda un sistema di gestione adeguato a tenere sotto controllo gli impatti ambientali delle proprie attività, e ne ricerchi sistematicamente il miglioramento in modo coerente, efficace e soprattutto sostenibile. L’industria chimica, inoltre, è caratterizzata da un’elevata sicurezza nei luoghi di lavoro: l’indice di frequenza degli infortuni (If), calcolata come numero di infortuni per milione di ore lavorate ed elaborato per il triennio 2006/2008 su dati Inail per tutti i settori manufatturieri dimostra come essa sia, con una performance di 9,7, la migliore dopo l’industria del petrolio. E le imprese aderenti al programma Responsible Care rappresentano l’eccellenza italiana registrando un indice di frequenza medio degli ultimi tre anni pari a 9,1 e, considerando solo il 2008, a 8,4. La salute dei dipendenti è un’altra area prioritaria per l’industria chimica che, col valore di 0,47, è leader, insieme all’industria della carta, in termini di minor numero di malattie professionali per milione di ore lavorate. (Fonte CertineWs)

 

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