Ambiente, Ecomafie fatturano 20 Miliardi all’anno. Lo dice report Legambiente

Questi, in sintesi, alcuni dei dati contenuti nel rapporto Ecomafia 2011 di Legambiente, presentato oggi a Roma alla sede del Cnel. Secondo il rapporto annuale di Legambiente (Edizioni Ambiente) i rifiuti pericolosi sequestrati sono stati 2 milioni di tonnellate, l’abusivismo è in crescita con una stima di circa 26.500 nuovi immobili ‘illegalì, che tradotto in aree ‘rubatè significa 540 campi da calcio sottratti. Nel settore dell’agroalimentare le infrazioni accertate arrivano a 4.520. Crescono anche i reati contro la fauna, pari a 5.835 (più 13,2% rispetto all’anno precedente), per un giro d’affari annuale di 3 miliardi. L’affaire della trafugazione di beni archeologici (l’archeomafia) vale 216 milioni di euro. «L’Ecomafia è come un virus – dice Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente – che avvelena l’ambiente». Nella classifica dell’illegalità ambientale la Campania con 3.849 illeciti (12,5% del totale, 4.053 denunce, 60 arresti, 1.216 sequestri) è sempre in testa, seguita da Calabria, Sicilia e Puglia (insieme al 45% dei reati). Ma l’ecocrimine aumenta anche in Lombardia. I reati relativi al ciclo illegale di rifiuti e a quello del cemento (6.922 illeciti e 9.200 denunce) – in cui la Calabria è prima con 945 illeciti e un abuso ogni 100 metri lungo la costa (Campania seconda con 60.000 case abusive in 10 anni, 16 al giorno) – rappresentano da soli il 41% sul totale. (fonte CertineWs)

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