Riordino del settore turistico: definiti gli standard minimi nazionali

ministri. Un provvedimento corposo e complesso che, come precisato dal ministro, risponde a un’esigenza di semplificazione e riordino della legislazione inmateria, che turisti e operatori del mercato del turismo attendevano da tempo. Ma agli entusiasmi della titolare del turismo si sono da subito contrapposte le critiche di alcune organizzazioni di settore (Astoi, Fiavet. Federviaggio-Confturismo) che hanno puntato il dito sulla mancanza di collegialità nella preparazione del decreto. Lo schema di decreto intende rielaborare il concetto di impresa turistica, allargando lo spettro anche alle imprese extraricettive, alle agenzie di viaggio e ai tour operator, che non erano considerati tali dalla legge del 1983. Il Codice ha poi anche il merito di equiparare le imprese del settore aquelle industriali ai fini del riconoscimento dei contributi, sovvenzioni, agevolazioni, incentivi e benefici di qualsiasi genere. Il provvedimento si prefigge anche lo scopo di assicurare livelli elevati nella qualità dei servizi turistici, fissando standard minimi nazionali per le dotazioni delle strutture ricettive. Inoltre il codice prevede la nascita di nuove forme di garanzia, anche attraverso la stipula di congrue polizze assicurative in grado di tutelare da un lato il turista da qualsiasi rischio connesso con il viaggio, sollevando, dall’altro, gli operatori da possibili ricadute economiche. All’interno dello schema le strutture ricettive vengono ripartite in quattro categorie: alberghiere e para-alberghiere; extra-alberghiere, all’aperto e di mero supporto. Il proprietario con cinque o più immobili ammobiliati destinati agli affitti turistici, con contratti da 7 giorni a sei mesi, dovrà costituire una società per gestire i beni oppure dovrà incaricare un’agenzia immobiliare con cui potrà anche sottoscrivere un mandato di sub-locazione. Gli alloggi dati in affitto esclusivamente per finalità turistiche, pur essendo regolati dalle disposizioni del codice civile in tema di locazione, risponderanno alle normative comunitarie recependo quanto stabilito dalla direttiva 2008/122/Ce sulla tutela dei consumatori nei contratti di multiproprietà. (Fonte CertineWs)

 

Share Button