Dossier di Fare Ambiente:botti di Capodanno, illegale il 50% delle vendite

BOTTI

Sono oltre 700 le aziende in Italia che vendono materiale pirotecnico con un fatturato annuo complessivo che supera i 100 milioni di euro, che rappresenta solo il 50% di quello effettivo, il restante 50% è coperto da quello illegale (proveniente maggiormente dalla Cina e paesi dell’est Europa).Lo mostrano i dati del secondo dossier su Legalità e fuochi pirotecnici di Fare Ambiente, movimento Ecologista europeo. Purtroppo però non solo luci ma anche molte ombre, soprattutto nel periodo “caldo” e cioè quello delle festività natalizie e di fine anno, dove molte sono le vittime e i feriti.
«I dati degli ultimi anni parlano soprattutto di lesioni, sia agli arti che agli occhi. Le lesioni più comuni sono state e sono le ustioni. Le lesioni potenzialmente invalidanti sono ustioni di terzo grado, sfacelo traumatico delle mani o parti di esse amputazione di falangi, dita o dell’intera mano, e casi con lesioni oculari che hanno comportato una riserva per la funzionalità visiva. Le lesioni molto gravi (sfacelo o amputazione) sono state più frequenti tra gli adulti che tra i bambini; come negli anni precedenti, le lesioni oculari gravi sono ripartite a metà tra adulti e bambini» dichiara Vincenzo Pepe, presidente nazionale di FareAmbiente.Il mercato dei fuochi d’artificio è molto florido in Italia, ed è caratterizzato da una attività prevalentemente monofamiliare ed artigianale. Le aziende pirotecniche regolarmente assicurate risultano essere 277. In prevalenza sono dislocate al sud con il 77%, seguito dal Centro dal Nord-Est e dal Nord-Ovest. Gli addetti registrati sono 564 (quelli regolarmente registrati): al Sud, nonostante le tantissime fabbriche, gli addetti per azienda registrati dall‘Inail sono però l’1,7, il numero più basso tra le diverse zone del paese. Secondo le rilevazioni della Consulenza statistico attuariale dell’Inail, nel corso del quadriennio 2007-2010 sono stati 66 gli infortuni sul lavoro (11 dei quali mortali) nel settore della pirotecnia (in media 17 incidenti l’anno, con tre dall’esito letale). Sono aziende dal forte radicamento nelle regioni del Centro-Sud, dove è particolarmente diffuso l’utilizzo dei botti e dei fuochi d’artificio al termine delle feste popolari. Proprio per questo negli ultimi quattro anni si è verificato in quelle zone il 70% degli infortuni (45 casi) e il 90% delle morti complessive (10 episodi, a fronte di un solo caso al Nord – in particolare nel Nord-Est.

CertineWs/MGD

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