Sconti in arrivo per edifici colpiti da terremoto se riscaldati da camini e stufe

gli immobili devono essere iscritti nel catasto e deve essere comprovato il pagamento dell’Ici; in secondo luogo, bisogna che le abitazioni rispettino una serie di standard tecnici, come essere in possesso di almeno tre camini e una stufa con una potenza complessiva di almeno15 kw; in terzo luogo, l’edificio deve essere classificato come unità collabente (vale a dire come edificio pericolante in seguito al terremoto che lo ha colpito). Per verificare che i camini e la stufa indicati costituiscano impianti di riscaldamento, l’Agenzia fa riferimento al Dlgs 311/2006, che fornisce la definizione di impianto termico: “Dispositivo tecnologico destinato alla climatizzazione estiva e invernale degli ambienti domestici, con o senza produzione di acqua calda”. Non sono classificabili nella definizione apparecchi quali stufe, caminetti, scaldacqua unifamiliari, a meno che non siano fissi alle singole unità immobiliari. Per l’Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini (ANFUS) si tratta di una svolta culturale che qualifica l’importanza di apparecchi finora considerati parenti poveri dell’energia, attraverso il recupero di quegli impianti tradizionali che versano in condizioni di inagibilità. (Fonte Kataweb consumi)

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