Protezione dalle radiazioni. In arrivo una norma nazionale

nuclear-plant[1]

Il decommissioning degli impianti nucleari e il rilascio dei materiali provenienti dalle operazioni di smantellamento implicano la necessità di verificare che il contenuto di radioattività nei materiali stessi sia inferiore ai livelli di allontanamento autorizzati, sia in termini di contaminazione superficiale che massica.
Il trizio (isotopo radioattivo dell’idrogeno appartenente ai cosiddetti radioisotopi DTM-Difficult To Measure) prodotto durante il funzionamento dell’impianto sia per fissione ternaria che per attivazione, fa parte dell’inventario dei radioisotopi presenti negli impianti nucleari. Le concentrazioni presenti e la modalità di decadimento ed emissione di norma non ne consentono la determinazione mediante misura diretta, ma soltanto attraverso misure di laboratorio su campioni delle matrici in esame.
La Commissione Tecnologie nucleari e radioprotezione ha elaborato il progetto U54022220 “Protezione dalle radiazioni – Qualità dell’acciaio – Determinazione del contenuto dell’attività di trizio in campioni di acciaio e alluminio mediante scintillazione liquida” che elenca le apparecchiature e descrive il metodo analitico utilizzato per la determinazione della concentrazione di attività del trizio in campioni di acciaio al carbonio e di alluminio. Il documento fornisce anche, seppure in modo sommario, alcune indicazioni sui criteri generali di prelievo e conservazione dei campioni.
Le buone prestazioni del metodo analitico in termini di sensibilità, riproducibilità e robustezza, sono state verificate sperimentalmente mediante un interconfronto tra i differenti laboratori facenti parte del gruppo di lavoro costituitosi per elaborare questa norma; l’interconfronto in oggetto verteva sull’analisi di campioni ricavati da un stessa linea di drenaggio fortemente contaminata da trizio, prelevata dall’impianto nucleare italiano di Latina, e sul confronto tra i risultati e le incertezze associate.

www.certineWs/MGD

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