Priorità Made in Italy, snellire la burocrazia per incrementare i flussi di merce

“Per il nostro export lo Stato Italiano dovrebbe prendere accordi internazionali sul commercio dei nostri prodotti Made in Italy, in modo da snellire la burocrazia per incrementare i flussi di merce – così Giorgio Voria amministratore di Rif Italia SpA, in una intervista esclusiva rilasciata oggi alla blogzine www.startupper.it – Qualcosa negli ultimi anni sta cambiando, l’ICE e la rete di consolati molto estesa del nostro paese stanno diventando un effettivo veicolo di promozione del Made in Italy, ma tante cose rimangono ancora da fare: spesso si assiste ad ottime iniziative che però mancano di coordinamento e di un vero focus specifico.”

“La Cina si è tramutata negli anni da paese esportatore di prodotti a basso costo a consumatore di prodotti – aggiunge Voria – Oggi è il mercato che da questo punto di vista presenta i più alti tassi di crescita e si affianca a mercati tradizionalmente importanti per il Made in Italy come Giappone, Stati Uniti e Germania.

Ma anche nei paesi del Nord Africa si assiste ad un crescere della domanda di tecnologia e macchinari (in alcuni casi legati alla ricostruzione di questi paesi), per non parlare poi dei paesi del Golfo Persico dove la domanda di prodotti Made in Italy presenta tassi di crescita a doppia cifra.

All’estero la domanda di prodotti dell’agroalimentare del nostro paese è in continua e rapida espansione: paesi che fino a poco tempo fa erano poco propensi al consumo di prodotti alimentari “Made in Italy”, oggi sono diventati mercati molto interessanti a cui guardare.”

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