La Commissione Europea respinge la richiesta di proroga per la qualità dell’aria nel Belpaese

In molti casi ciò è dovuto agli scarsi dati forniti o al fatto che le misure delineate nei piani per la qualità dell’aria trasmessi alla Commissione non dimostrano che le norme saranno soddisfatte al termine della proroga. Dalla valutazione fatta dall’Ue viene fuori anche che in alcuni casi non saranno necessarie deroghe visto che i valori limite sono già stati rispettati, come è avvenuto in quattro delle dodici zone notificate. Nella decisione del 28 settembre 2009 relativa alla prima notifica dell’Italia, la Commissione ha approvato una proroga per il PM 10 in 5 zone, sollevando obiezioni per le rimanenti 62 zone segnalate. Con l’attuale decisione sulla seconda richiesta di proroga dell’Italia per rispettare i valori limite del PM 10 , la Commissione si è espressa su tutte le zone nelle quali, nel 2007, venivano superati i valori limite del PM 10.  La direttiva sulla qualità dell’aria del 2008 prevede, con condizioni molto rigorose, delle proroghe per permettere agli Stati membri di rispettare gli standard di qualità dell’aria per il PM 10 (fino all’11 giugno 2011) e per l’NO 2 e il benzene (fino al 2015 al massimo). Durante il periodo cui si applica la proroga i valori limite continuano ad essere in vigore ma con un margine di tolleranza. (Certinews/RT)

 

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