Cosmetica, tiene il made in Italy: fatturati oltre i 9 miliardi

Secondo l’indagine congiunturale illustrata oggi a Milano, anche l’anno alle porte sarà all’insegna del motto ‘poveri ma bellì, con un fatturato in progressione di un ulteriore 6% e un valore oltre i 9,6 milioni di euro. «Il mercato cosmetico non si piega alla crisi – spiega Unipro – anche se molti canali soffrono per la preoccupazione dei consumatori, pesantemente condizionati dalle manovre di politica fiscale». E così, anche «le prime proiezioni per il 2012 vedono come elemento di sostegno le esportazioni, mentre il mercato interno sarà ancora condizionato dalla fase molto cauta e riflessiva di ampie fasce di consumatori».

 

«Le esportazioni nel 2011 sostengono la produzione più del mercato interno – afferma Fabio Rossello, presidente di Unipro – Il valore dell’export, in crescita di quasi 20 punti percentuali, supererà i 2.850 milioni di euro, portando l’attivo della bilancia commerciale del settore a circa 1.100 milioni: un vero primato per un settore che ha ancora ampi spazi di manovra sui mercati internazionali». «Più difficile la situazione sul mercato interno – precisa Rossello – dove assistiamo tuttavia a una buona tenuta pur con situazioni differenziate nei canali. La vera costante di questi ultimi esercizi è il consumatore italiano, oggi sicuramente più preoccupato per la difficile congiuntura, ma sempre più emancipato e desideroso di prodotti orientati al ‘value for money’. Queste ragioni – conclude il numero uno di Unipro – spiegano il fenomeno di controtendenza espresso dai consumi cosmetici anche in questi ultimi, difficili, esercizi».

 

«Le difficoltà di elaborare una previsione affidabile – evidenzia Unipro – sono confermate dai trend dei singoli canali che vedono ancora dinamica l’erboristeria (+4,5% nel secondo semestre 2011, e un +4% atteso nei primi 6 mesi 2012), la buona tenuta delle vendite in farmacia (+2,5% nel 2011 e +2,8% nel 2012) e la stabilità della grande distribuzione organizzata (+1,1% a fine 2011, +1,5% nel 2012)». Invece, continua l’Associazione delle azienda cosmetiche attive nella Penisola, «gli sforzi delle imprese non sono bastati a sostenere i canali professionali, dove i saloni di estetica segnano a fine semestre 2011 un rimbalzo dell’1,3%, mentre i saloni di acconciatura accusano la diminuzione dei passaggi in salone (-1,3% nel 2011)». Infine, «emblematici i trend in profumeria (+1,2% a fine 2011 e +1,5% nel primo semestre 2012): la tenuta è sostenuta essenzialmente dalle catene – puntualizza Unipro – mentre alcuni punti vendita tradizionali segnalano pesanti contrazioni. Importanti segnali vengono dai terzisti, a monte della filiera, con indicatori positivi (+4% a fine 2011) che fanno ben sperare per la ripresa a medio termine del settore». (Fonte CertineWs)

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