**1. Premessa: il nuovo paradigma della compliance integrata**
La pubblicazione della ISO 37001:2025 rappresenta una tappa cruciale nel panorama degli strumenti di prevenzione della corruzione, segnando l’emergere di un approccio che va oltre la concezione procedurale tradizionale. Questo nuovo paradigma abbraccia una visione sistemica e culturale del rischio corruttivo, ponendo l’accento non solo sulle procedure formali, ma anche sull’importanza della cultura organizzativa. In Italia, questa evoluzione si colloca all’interno di un contesto giuridico complesso, in cui il sistema preventivo si struttura attorno a varie normative, tra cui il D.Lgs. 231/2001 e la legge 190/2012 contro la corruzione.
Nel sistema giuridico italiano, il confronto tra soft law e hard law si arricchisce grazie all’aggiornamento dello standard ISO. Questo cerca di equilibrare l’esigenza di certezza giuridica, derivante da requisiti formali, con la necessità di un’approfondita valutazione dell’efficacia delle misure preventive.
**2. Le principali innovazioni della ISO 37001:2025**
**2.1 L’integrazione della dimensione climatico-ambientale**
Una delle innovazioni salienti della ISO 37001:2025 è l’incorporazione, nella sezione 4.1, del cambiamento climatico come fattore contestuale rilevante nella valutazione dei rischi. Questa novità è la conseguenza del crescente riconoscimento, anche a livello scientifico, della connessione tra corruzione e degrado ambientale. In particolare, nel panorama italiano, il richiamo a tale dimensione diventa cruciale, soprattutto nei settori legati alla transizione ecologica e agli appalti del PNRR.
L’integrazione di questa nuova dimensione nei sistemi di gestione contro la corruzione impone il rafforzamento delle competenze interdisciplinari e l’adozione di metodologie avanzate di analisi dei rischi, capaci di evidenziare le interrelazioni tra diversi ambiti di rischio.
**2.2 La riconfigurazione della cultura anticorruzione**
La revisione della sezione 5.1.3 segna un’evoluzione significativa, con la cultura organizzativa che passa da un ruolo accessorio a uno di centralità e strategia all’interno del sistema di prevenzione. Questo cambiamento coincide con la crescente attenzione della giurisprudenza italiana nei confronti del valore della cultura d’impresa nel contesto della valutazione dell’efficacia dei modelli organizzativi.
Il passaggio dall’approccio tradizionale, basato su rigide normative, a modelli incentrati sui valori richiede una profonda riflessione sulle strategie di attuazione, enfatizzando l’importanza di una leadership etica e di un sistema di incentivazione in linea con i valori dichiarati dall’organizzazione.
**2.3 L’approccio dinamico alla gestione dei cambiamenti**
L’introduzione della sezione 6.3, dedicata alla “Pianificazione dei cambiamenti”, segna un progresso nell’approccio ai sistemi di prevenzione. Questi ultimi si trasformano da modelli statici a un sistema dinamico, capace di adattarsi alle evoluzioni e alle nuove sfide. Tale innovazione risponde all’eterogeneità dei rischi di corruzione e all’obbligo di aggiornare i modelli organizzativi sancito dal D.Lgs. 231/2001.
La gestione proattiva dei cambiamenti richiede l’implementazione di tecniche avanzate di analisi e pianificazione, andando oltre la tradizionale logica reattiva che ha contraddistinto i sistemi di compliance del passato.
**3. Implicazioni sistematiche per il D.Lgs. 231/2001**
**3.1 La questione delle presunzioni di idoneità**
L’aggiornamento della ISO 37001 riapre il dibattito su se l’adozione di sistemi certificati possa valere come presunzione di idoneità del modello organizzativo, in relazione all’esimente prevista dall’articolo 6 del D.Lgs. 231/2001. La giurisprudenza ha mostrato posizioni varie, oscillando tra il riconoscimento del valore significativo della certificazione e la necessità di un’analisi concreta che superi una semplice conformità formale.
L’esperienza del Testo Unico Ambientale, che introduce presunzioni di conformità per modelli in linea con standard specifici, suggerisce l’opportunità di sviluppare ulteriormente

