IA

Il Quadro normativo europeo ed italiano sull’Intelligenza Artificiale, la Norma ISO/IEC 42001 e la compliance normativa

Premessa

L’intelligenza artificiale (IA) sta davvero rivoluzionando, e velocemente, svariati settori come la sanità, i trasporti, l’industria e i servizi pubblici, offrendo opportunità di innovazione ed efficienza. Tuttavia, il suo utilizzo solleva questioni etiche, di sicurezza e di diritti fondamentali, spingendo i legislatori a definire quadri normativi chiari. L’Unione Europea ha introdotto il cosiddetto AI Act, un primo regolamento completo sull’IA, mentre l’Italia ha recentemente approvato una legge nazionale pionieristica che integra questo framework. In questo contesto, la norma internazionale ISO/IEC 42001 diventa strumento chiave per le organizzazioni, fornendo linee guida (requisiti) per la gestione responsabile dell’IA. Esplorando questi elementi ed analizzando come l’implementazione e l’eventuale certificazione del sistema di gestione aziendale in riferimento alla ISO/IEC 42001 possa costituire un’evidenza significativa di compliance alla normativa.

Il quadro normativo europeo: l’AI Act dell’UE

L’Unione Europea ha adottato il Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, che rappresenta il primo quadro legale completo sull’IA a livello mondiale. Entrato in vigore il 1° agosto 2024, il regolamento classifica i sistemi IA in base al livello di rischio: proibiti (ad esempio, manipolazione subliminale o social scoring), ad alto rischio (come sistemi per il riconoscimento biometrico o la valutazione creditizia), a rischio limitato (chatbot e deepfake) e a rischio minimo (tutti gli altri). Gli obblighi entrano in vigore gradualmente: le proibizioni su pratiche inaccettabili sono già attive dal 2 febbraio 2025, così come le regole per i modelli di IA di scopo generale (GPAI) si applicano già dal 2 agosto 2025.

L’obiettivo è promuovere un’IA antropocentrica, sicura e rispettosa dei diritti umani, con enfasi su trasparenza, accountability e mitigazione dei rischi. Le organizzazioni che sviluppano o utilizzano IA devono condurre valutazioni di impatto, garantire la qualità dei dati ed implementare misure di governance. Nel luglio 2025, la Commissione Europea ha pubblicato anche delle linee guida per chiarire le disposizioni sui modelli GPAI, facilitando l’innovazione per startup e imprese. Questo approccio risk-based mira a bilanciare innovazione e protezione, rendendo l’Unione Europeo un precursore della regolamentazione in ambito IA.

Il quadro normativo italiano: La Legge n. 132/2025

L’Italia, in linea con l’AI Act europeo, ha approvato la Legge n. 132/2025 il 23 settembre 2025, entrata in vigore il 10 ottobre 2025, diventando il primo Paese UE a dotarsi di una legge nazionale specifica sull’IA. Questa norma integra il regolamento europeo, focalizzandosi su aspetti nazionali come l’uso dell’IA nel lavoro, sulla protezione dei minori definendo sanzioni penali per abusi. Ad esempio, limita l’accesso dei minori all’IA ed impone pene detentive per usi dannosi, come la manipolazione o la discriminazione. Assegnate deleghe al Governo per promuovere l’IA antropocentrica, con enfasi su governance, etica e innovazione. Nel contesto lavorativo, regola l’impiego di sistemi IA per decisioni automatizzate, richiedendo trasparenza e consultazione sindacale (con i lavoratori). Inoltre, affronta temi come la protezione della reputazione e la giurisdizione transnazionale, promuovendo un approccio innovativo ma rispettoso dei diritti fondamentali. Questa iniziativa posiziona l’Italia come apripista, integrando l’AI Act con misure nazionali con lo scopo di favorire competitività e sicurezza.

La norma ISO/IEC 42001: requisiti e linee guida per la gestione dell’IA

Pubblicata nel 2023, la norma ISO/IEC 42001 definisce i requisiti per stabilire, implementare, mantenere e migliorare un sistema di gestione dell’IA (AI Management System – AIMS). È uno standard internazionale che definisce requisiti e linee guida su governance, gestione dei rischi, trasparenza, accountability e uso etico dell’IA su tutto il ciclo di vita di un prodotto/processo/servizio. E’ applicabile a qualsiasi organizzazione che sviluppa, utilizza o fornisce IA e/o la utilizza nei suoi processi aziendali.  Le linee guida includono valutazioni di impatto sui sistemi IA, gestione dei bias, assicurazione della qualità dei dati e strutture di governance chiare. La norma – come per gli altri sistemi di gestione – punta sul miglioramento continuo che è un suo stesso requisito rendendo possibile la piena integrazione con altri standard di sistemi di gestione come la ISO 9001 (sistemi qualità) o ISO/IEC 27001 (sistemi di sicurezza delle informazioni). Certificarsi ISO/IEC 42001 certamente dimostra un impegno concreto di applicazione di pratiche responsabili, migliorando così oltre che la fiducia degli stakeholder anche la trasparenza dei rapporti contrattuali con clienti / consumatori – utenti.

La  ISO/IEC 42001 evidenza di conformità normativa

La norma ISO/IEC 42001 è un riferimento parziale dell’AI Act europeo e della legge italiana, tuttavia riteniamo sia uno strumento efficace per dimostrare la compliance a tutte le norme in materia anche perché, essendo flessibile ed aperto a recepire i riferimenti normativa, può consolidarli all’interno della propria struttura. Tecnicamente copre – li declina – già circa 50% dei requisiti dell’AI Act, in particolare su governance dei dati, trasparenza e gestione dei rischi. Un esempio, la valutazione di impatto previste dalla norma includono gli obblighi per sistemi definiti ad alto rischio nell’AI Act.

L’AI Act impone obblighi specifici non declinati direttamente tra i requisiti dello standard, come le notifiche alle autorità o i divieti categorici, tuttavia facilmente includibili attraverso una esaustiva declinazione documentale nelle proprie procedure o tra le proprie prassi da parte dell’azienda stessa.

Una certificazione del proprio sistema di gestione alla norma ISO/IEC 42001 senz’altro è una evidenza di compliance, quindi previene il rischio di essere soggetti a sanzioni, soprattutto se il sistema di gestione è esaustivo anche rispetto ai requisiti normativi ed attua un efficace modello di sorveglianza attraverso audit interni periodici.

Conclusione

Il quadro normativo europeo e italiano sull’IA, con l’AI Act e la Legge n. 132/2025, mira a un equilibrio tra innovazione e tutela. La norma ISO/IEC 42001 sicuramente può essere un riferimento importante per le organizzazioni, offrendo un framework strutturato che, se implementato e certificato, fornisce evidenze concrete di compliance. In un’era di rapida evoluzione tecnologica, adottare tali standard non solo mitiga rischi, ma, grazie proprio allo strumento del miglioramento continuo, promuove un utilizzo della IA che renda competitivi ma anche socialmente responsabili, garantendo un futuro digitale sostenibile.

CertineWs/GL

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