La certificazione per la parità di genere è un’iniziativa volontaria avviata in Italia nel 2022, mirata a valutare, migliorare e riconoscere l’impegno delle aziende nella promozione dell’equità tra donne e uomini nel contesto lavorativo. Questa certificazione è disciplinata dalla prassi UNI/PdR 125:2022 e ha come obiettivo principale quello di garantire che le aziende adottino politiche concrete per ridurre il divario di genere, investendo in parità salariale, opportunità di crescita e misure di conciliazione tra vita personale e professionale.
Il progetto si inserisce nel Piano Strategico Nazionale per la Parità di Genere 2021–2026, voluto dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio. La creazione della prassi è stata supportata da entità di normazione e accreditamento a livello nazionale, sottolineando l’importanza di un approccio strutturato e riconosciuto per affrontare le disuguaglianze di genere nel mondo del lavoro.
La valutazione per ottenere la certificazione si basa su sei pilastri fondamentali, che costituiscono un framework standardizzato per l’attuazione delle politiche aziendali orientate alla parità di genere. Questi pilastri comprendono:
1. Cultura e strategia
2. Governance
3. Processi HR
4. Opportunità di crescita e inclusione delle donne
5. Equità salariale
6. Tutela della genitorialità e work-life balance
Le aziende che ottengono questa certificazione dimostrano un impegno tangibile, che va oltre semplici dichiarazioni verso l’uguaglianza di genere, e possono integrare queste pratiche nelle loro relazioni di sostenibilità. L’ottenimento della certificazione non rappresenta solo una questione di conformità normativa, ma offre anche opportunità di accesso a premi in ambiti pubblici, migliorando la reputazione aziendale e la capacità di attrarre talenti e fidelizzare stakeholders sempre più orientati alla sostenibilità sociale.
La certificazione, talvolta definita “bollino rosa”, attesta che un’impresa ha concretamente messo in atto politiche a favore dell’equità di genere. Attraverso questo processo, si mira a:
– Ridurre il divario di genere: garantendo pari opportunità di carriera e stipendi equi.
– Promuovere l’inclusione: creando un ambiente lavorativo favorevole che consideri le esigenze di tutti i dipendenti, prestando attenzione alla tutela della genitorialità e alla conciliazione tra vita lavorativa e privata.
– Migliorare l’immagine aziendale: evidenziando un impegno consistente in termini di responsabilità sociale ed etica.
– Ottenere vantaggi concreti: le aziende certificate possono fruire di sgravi contributivi, maggiore punteggio nei bandi pubblici e opportunità di accesso a finanziamenti europei e nazionali.
Per ottenere la certificazione UNI/PdR 125:2022, le aziende devono seguire un percorso ben definito che inizia con un’analisi interna e si conclude con un’uditore condotto da un ente terzo accreditato. Le fasi principali del processo comprendono:
1. **Analisi iniziale e gap assessment**: l’azienda valuta le proprie strutture e politiche attraverso indicatori di performance, con un punteggio minimo richiesto di 60 su 100 per ottenere la certificazione.
2. **Piano di miglioramento**: se necessario, l’azienda definisce azioni specifiche per colmare eventuali lacune rispetto agli standard richiesti.
3. **Audit di certificazione**: un ente certificatore compie verifiche documentali e interviste per accertare la corrispondenza tra le politiche annunciate e le pratiche reali.
4. **Rilascio della certificazione**: la certificazione è valida per tre anni, con controlli annuali per il suo mantenimento.
Ottenere la certificazione offre anche vantaggi economici e fiscali, come sgravi contributivi significativi, e maggior punteggio nelle gare d’appalto e nei bandi pubblici. La certificazione contribuisce in modo sostanziale al rafforzamento della strategia ESG, facilitando di fatto la dimostrazione di un impegno misurabile nella promozione della parità e dell’inclusione e migliorando il rating ESG, cruciale per l’accesso a finanziamenti.
Inoltre, le aziende certificate possono migliorare la loro percezione nel mercato del lavoro. L’employer branding si rafforza, rend

