La Global Reporting Initiative (GRI) ha recentemente fatto un importante passo avanti nel campo del reporting di sostenibilità, pubblicando due nuovi standard tematici che mirano a migliorare la qualità e la comparabilità delle informazioni aziendali. Questi standard, GRI 102 sul Cambiamento Climatico e GRI 103 sull’Energia, si pongono in risposta all’intensificarsi delle richieste da parte di investitori, enti normativi e società civile per dati più dettagliati. Tali dati sono essenziali per il processo decisionale riguardante alcune delle sfide più urgenti che affrontiamo oggi.
Il GRI 102 si concentra sul Cambiamento Climatico e richiede alle aziende di rendicontare in modo preciso le proprie emissioni di gas serra, includendo le emissioni di Scope 1, 2 e 3. Ciò rappresenta un cambiamento significativo, poiché non si limita solo alla quantificazione delle emissioni, ma richiede anche che le imprese delineino i propri piani di transizione verso un’economia a basse emissioni. Ciò significa che le aziende devono stabilire obiettivi basati sulla scienza e strategie di adattamento per gestire i rischi climatici fisici. Questi requisiti sono stati pensati per allinearsi alle più recenti evoluzioni normative e scientifiche, inclusi gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD).
Parallelamente, lo standard GRI 103 sull’Energia richiede una rendicontazione dettagliata del consumo energetico, obbligando le aziende a distinguere tra fonti di energia rinnovabili e non rinnovabili. Gli oneri di trasparenza non si fermano qui, poiché lo standard impone anche la presentazione delle misure adottate per migliorare l’efficienza energetica. Questo focus sull’efficienza è cruciale, stante l’importanza di ridurre l’impatto ambientale delle attività aziendali, mentre si cerca di soddisfare una domanda energetica crescente a livello globale.
L’introduzione di questi standard specifici per il cambiamento climatico e l’energia rappresenta un passo decisivo verso una maggiore trasparenza per le migliaia di aziende che già seguono il framework GRI. Non sarà più sufficiente per le imprese dichiarare genericamente il proprio “impegno per il clima”. Sarà necessario fornire dati chiari e piani d’azione ben definiti. Questa evoluzione rende ora le performance aziendali più facili da valutare, confrontare e, in caso di necessità, criticare.
La nuova struttura porta con sé una responsabilità accresciuta per le aziende, che dovranno essere pronte a giustificare le proprie azioni non solo di fronte a una platea di investitori, ma anche nei confronti della società in generale. In questo contesto, la comunicazione diventa un aspetto decisivo. Le aziende dovranno adottare linguaggi più diretti e chiari, rendendo comprensibili e accessibili le proprie scelte in materia di sostenibilità.
Ma come possono le aziende prepararsi a questi nuovi standard? Prima di tutto, una valutazione interna può rivelarsi utile. Comprendere quali siano le fonti di emissione e dove si possa migliorare in termini di efficienza energetica è un buon punto di partenza. In secondo luogo, sviluppare una strategia sostenibile che si allinei con gli obiettivi globali, come quelli previsti dall’Accordo di Parigi, potrebbe essere il passo successivo.
La comunicazione con gli stakeholder è fondamentale. Le aziende che considerano seriamente il loro approccio alla sostenibilità non possono ignorare l’importanza di un dialogo aperto e costruttivo. In questo modo, non solo potranno ottenere maggiore fiducia e credibilità, ma potranno anche contribuire a un cambiamento positivo nella società.
In sintesi, la pubblicazione dei nuovi standard GRI rappresenta un’iniziativa cruciale per affrontare il cambiamento climatico e migliorare l’efficienza energetica. Questi standard non solo offrono un quadro chiaro per le aziende, ma stimolano anche un maggior impegno verso pratiche sostenibili. Le imprese sono ora chiamate a passare dalle dichiarazioni generiche a dati concreti e azioni misurabili. Ciò non solo migliora la trasparenza, ma favorisce anche una cultura aziendale più responsabile e etica.
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