“ISO 37001:2025 e il Futuro della Compliance Integrata nella Prevenzione della Corruzione”

"ISO 37001:2025 e il Futuro della Compliance Integrata nella Prevenzione della Corruzione"

**Il Nuovo Paradigma della Compliance Integrata: Una Riflessione sulla ISO 37001:2025**

L’adozione della ISO 37001:2025 rappresenta un punto di svolta significativo nel panorama degli strumenti di prevenzione della corruzione. Questo nuovo standard introduce un paradigma innovativo, superando una visione puramente procedurale per abbracciare un approccio sistemico e culturale nella gestione del rischio corruttivo. In Italia, dove la disciplina della prevenzione si sviluppa attraverso interazioni complesse tra diversi strumenti normativi, tra cui il Decreto Legislativo 231/2001 e la legge anti-corruzione, l’analisi delle novità portate da questo standard diviene cruciale.

In tal senso, la nuova norma offre una sintesi tra soft law e hard law, cercando di coniugare l’esigenza di certezza giuridica con una valutazione sostanziale dell’efficacia dei sistemi di prevenzione.

**Innovazioni Chiave della ISO 37001:2025**

Una delle innovazioni più rilevanti è l’integrazione della dimensione climatico-ambientale nel processo di valutazione dei rischi. La sezione 4.1 dello standard indica che il cambiamento climatico non è solo un problema ambientale, ma è strettamente legato alla corruzione. Questo riconoscimento è supportato dalla letteratura criminologica, che ha evidenziato il fenomeno della “corruzione ambientale”.

In un contesto italiano dove i settori della transizione ecologica e gli appalti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sono sotto osservazione, l’importanza di considerare questi rischi nel sistema di prevenzione è evidente. È necessario sviluppare competenze interdisciplinari e metodologie avanzate di valutazione dei rischi per affrontare le interconnessioni tra il rischio corruttivo e altre vulnerabilità ambientali.

Un altro aspetto significativo è la riconfigurazione della cultura anticorruzione. La revisione della sezione 5.1.3 pone la cultura organizzativa al centro del sistema di prevenzione. Questa evoluzione è in linea con la giurisprudenza recente, che ha sottolineato come la cultura aziendale influisca sull’efficacia del modello organizzativo. Pertanto, abbandonare un approccio di tipo command-and-control in favore di modelli basati sui valori richiede un ripensamento delle strategie tradizionali per favorire una leadership etica chiara e un allineamento tra gli incentivi e i valori dichiarati.

Un altro elemento innovativo è l’introduzione della sezione 6.3, dedicata alla pianificazione dei cambiamenti. Questo cambiamento significa passare da un modello statico a uno dinamico, in continua evoluzione, riflettendo la necessità di adattarsi ai rischi di corruzione, che sono altrettanto fluidi. Un’applicazione proattiva di queste metodologie di pianificazione scenari aiuterà a superare il comportamento reattivo che ha contraddistinto molti dei sistemi di compliance ignoti.

**Implicazioni per il D.Lgs. 231/2001**

La recente evoluzione della ISO 37001 apre un dibattito rilevante sulla presunzione di idoneità dei modelli organizzativi certificati ai fini dell’esenzione di responsabilità contemplata dall’art. 6 del D.Lgs. 231/2001. La giurisprudenza ha spesso oscillato tra il riconoscimento del valore della certificazione e la necessità di valutazioni concrete che vanno oltre la mera conformità formale.

Il Testo Unico Ambientale ha già introdotto meccanismi di presunzioni di conformità per modelli basati su standard specifici. Questo suggerisce che anche il sistema di prevenzione della corruzione potrebbe evolversi verso una maggiore valorizzazione della certificazione, mantenendo un approccio sostanziale nella valutazione della sua efficacia.

In aggiunta, le innovazioni della ISO 37001:2025 presentano aree di sovrapposizione e differenze rispetto ai requisiti stabiliti dal D.Lgs. 231/2001. Mentre quest’ultimo fissa requisiti generali, lo standard ISO offre un quadro implementativo più dettagliato per i sistemi di gestione anticorruzione, contribuendo a una applicazione più efficace dei principi normativi all’interno delle organizzazioni.

Un aspetto interessante è l’interazione tra il nuovo approccio culturale proposto dallo standard e i recenti sviluppi giurisprudenziali, che hanno valorizzato l’importanza della dimensione culturale nella valut

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