Sequestrata la centrale Tirreno Power

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Nell’ordinanza del gip si legge che da parte dell’azienda c’è stato un «comportamento negligente» e «i dati sulle emissioni provenienti dalle centraline sono inattendibili»
Da parte dell’azienda c’è stato un «comportamento negligente» e «i dati sulle emissioni provenienti dalle centraline sono inattendibili». Si legge nell’ordinanza con cui il gip Fiorenza Giorgi ha disposto il sequestro della centrale Tirreno Power. Per il giudice «le indicazioni dell’Aia non sono state rispettate». A gravare sulla responsabilità della centrale riguardo al disastro ambientale e al danno sulla salute dei cittadini ci sarebbe la posizione in cui è stata collocata una centralina, quella per il Sistema di Monitoraggio delle Emissioni, la cosiddetta `Sme´ che doveva controllare i limiti di inquinamento imposti dall’Aia, che la voleva collocata in un `camino´. L’azienda aveva proposto una diversa collocazione su cui ha trovato il consenso del ministero dell’Ambiente. Il giudice ordina di collocarla dove previsto dall’Aia, che venga tarata da un tecnico super partes e monitorata costantemente.
Il sequestro è avvenuto anche per il mancato rispetto dell’uso di olio combustibile contenente zolfo allo 0,3% rispetto a quello con l’1% usato dalla centrale e la mancata copertura del parco carbone.
Sull’attività di Tirreno Power sono aperti due filoni d’inchiesta, una per disastro ambientale e una per omicidio colposo. La centrale avrebbe causato anche «tra i 1700 e i 2000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 bambini sarebbero stati ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d’asma tra il 2005 e il 2012».
L’azienda si è sempre difesa sostenendo che gli studi dei consulenti di parte hanno delle «criticità». «Non sono mai state sottoposte a un contraddittorio, non si comprende quale sia stato il metodo di valutazione di esposizione agli inquinanti. Tale mancanza di chiarezza è accompagnata dall’assenza della doverosa analisi di robustezza, di sensitività e quindi di affidabilità globale del metodo adottato. Anche per questo motivo non si può affermare in concreto alcun nesso di causalità» tra morti, malattie ed emissioni. Secondo l’azienda, nelle perizie dei consulenti della procura mancherebbe anche lo studio della ricaduta a terra delle particelle inquinanti.

CertineWs/MGD

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