Rapporto sui siti più inquinati del mondo

Il Blacksmith Institute, in collaborazione con Green Cross Switzerland ha pubblicato il rapporto annuale sui luoghi più inquinati del pianeta. Oltre ad identificare le dieci aree che detengono il triste primato, il documento offre aggiornamenti sulle zone menzionate nei rapporti precedenti.
Vengono elencate inoltre le sostanze inquinanti, come ad esempio il cromo esavalente emesso dalle concerie, e i metalli pesanti da fusione. Ed è in serio pericolo la salute di oltre 200 milioni di persone, per lo più nei Paesi a reddito medio-basso. Questo è il primo rapporto nato dalla collaborazione delle due organizzazioni, dopo quello del 2007. Il Blacksmith Institute ha inoltre condotto oltre 2000 valutazioni di rischio in oltre 49 Paesi. Come aspetto positivo, diverse aree sono migliorate e quindi rimossi dalla lista. Tra le nuove entrate invece si trovano Agbogbloshie, una discarica di apparecchiature elettroniche in Ghana, e Kalimantan, in Indonesia, contaminata dal mercurio di una piccola miniera d’oro.
Un altro cambiamento importante nella classifica di quest’anno è l’inserimento di diversi bacini fluviali, come il fiume Citarum in Indonesia o il delta del fiume Niger. Tali bacini ospitano spesso migliaia di piccole industrie che riversano i loro rifiuti nell’acqua. “Il numero di persone coinvolte è molto alto,” ha spiegato David Hanrahan di Blacksmith, “ma molti di loro fanno affidamento su tali industrie per lavorare. Quindi stanno avvelenando se stessi, i loro vicini e l’ambiente, ma questo è l’unico modo per guadagnarsi da vivere.”
Nella classifica rientrano anche luoghi tristemente noti. Tra questi, Chernobyl, in Ucraina, dove dopo 27 anni si sentono ancora gli effetti del peggior disastro nucleare del mondo che nel 1986 ha fatto fuoriuscire una quantità di radiazioni 100 volte maggiori di quelle delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Si stima che l’inquinamento provocato dall’incidente abbia colpito circa 10 milioni di persone.
Dzershinsk, in Russia, è un importante sito di produzione chimica che presenta nelle falde acquifere alti livelli di inquinanti come diossina e fenolo. I residenti soffrono di malattie e tumori a occhi, polmoni e reni e l’aspettativa di vita in città è solo di 47 anni per le donne e 42 per gli uomini.
A Kabwe, in Zambia si stima che le persone colpite siano almeno 300.000. Nel 2006, è stato rilevato che i livelli di piombo nel sangue dei bambini era 5-10 volte superiore a quello considerato normale.
In un articolo su Scientific American, David Biello sintetizza il quadro attuale e le sfide da affrontare a livello globale, scrivendo fra l’altro:
“Ripulire questi siti non è un’impresa impossibile. Diversi luoghi che comparivano nella precedente lista, ora sono scesi in classifica, sia perché sono stati, o perchè stanno per, essere ripuliti. Ad esempio, il suolo fortemente contaminato da piombo ad Haina, nella Repubblica Dominicana, è stato rimosso e portato in una discarica specializzata. Come risultato, Haina è l’unico luogo che dal 2006 è stato completamente eliminato dalla classifica”.

CertineWs/MGD

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