Progetto di legge contro il gioco d’azzardo

azzardo

Sindaci uniti contro la “piaga” del gioco d’azzardo. Un “dramma sociale” che coinvolge in Italia 32 milioni di persone (3 milioni a rischio patologico, 800 mila i patologici certificati), adulti ma anche bambini e ragazzi: il 47% dei giocatori sono minorenni, l’8 per cento dei quali tra i 6 e gli 11 anni. Ben il 2,60% dei soggetti che nel 2012 si sono rivolti allo Sportello Famiglia di Adiconsum, e che hanno chiesto di accedere al Fondo di Prevenzione Usura, hanno infatti chiesto aiuto a causa della spirale di debiti contratta a causa della dipendenza patologica dal gioco d’azzardo. La crisi economica, complice la disinformazione, continua a mietere vittime tra tutti coloro che, spesso disperati e alla ricerca del colpo di fortuna, cadono nella trappola del gambling: slot machines e sale giochi proliferano ovunque, dai centri abitati al web, colpendo inesorabilmente le tasche di coloro che risentono maggiormente della crisi economica e sperano nelle vincite facili. Per arginare il problema ottanta primi cittadini in fascia tricolore, arrivati da tutta Italia, si sono ritrovati ieri in Sala Alessi, a Palazzo Marino, dove è stata presentata una proposta di legge di iniziativa popolare ed è partita ufficialmente la raccolta delle firme per sostenerla. L’obiettivo è arrivare a regolamentare la diffusione di gioco d’azzardo, slot e videopoker.
La legge, promossa dalla rivista «Terre di mezzo» e Legautonomie, è stata elaborata da oltre 315 amministratori pubblici che fanno capo alla Scuola per le buone pratiche e alle campagne «Mettiamoci in gioco» e “Fa’ la cosa giusta”. I 22 articoli della legge si articolano attorno a una serie di punti fondamentali: «Il primo è la tutela della salute pubblica, messa a repentaglio da attività che hanno un alto rischio di dipendenza», ha affermato Angela Fioroni segretaria di Legautonomie. Gli altri punti della legge riguardano aspetti spesso collegati con il gioco d’azzardo: riciclaggio di denaro, evasione fiscale, infiltrazioni della criminalità organizzata.
Proprio ieri l’Avvocatura ha stralciato le parti relative agli incentivi economici per i gestori disponibili a rinunciare all’installazione delle macchinette, depotenziando di fatto il provvedimento probabilmente per paura di possibili ricorsi.

CertineWs/MD

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