L’Italia punta sull’industria del divertimento, oltre il 70 per cento di export nel 2011

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“L’industria italiana -spiega Gianni Chiari, rappresentante dell’associazione europea Eaasi ed esperto Uni- e’ leader nel mondo. Abbiamo quote di esportazioni che raggiungono il 98% in tutti i Paesi del mondo, ci sono aziende che lavorano quasi totalmente per l’estero e per tutti i gruppi mondiali di parchi”: dalle major americane alle nuove realta’ asiatiche ai grossi gruppi europei. Un settore in cui bisogna fare i conti con la concorrenza dei Paesi emergenti, “ma il nostro prodotto per fantasia, qualita’ e sicurezza puo’ ancora competere. E la conferma arriva dagli ultimi dati ufficiali dei quali siamo estremamente felici: il nostro settore -rivela- e’ cresciuto nell’ultimo anno del 70%”.

Il 2012 “e’ partito con buoni presupposti”, sottolinea Michele Bertazzon, presidente del comitato tecnico europeo Cen/Tc 152, costruttore ed esperto Uni. “Alcune aziende hanno gia’ riempito la capacita’ produttiva per l’anno intero, ci sono davvero buone aspettative”per il settore che lo scorso anno ha ricominciato a correre, dopo una leggera battuta d’arresto nel 2009. “Gia’ l’anno scorso il comparto ha avuto un buon incremento e quest’anno penso migliorera’ ulteriormente. Noi esportiamo nel mondo intero. Nell’insieme l’industria italiana esporta mediamente il 90% circa e questo da idea di quanto i nostri prodotti vengano usati in tutto il mondo”.

Anche quest’anno non mancheranno le novita’ per i clienti: dai prodotti piu’ estremi al ritorno alla tradizione puntando sempre sulla sicurezza. “I parchi divertimento sono gia’ a un livello di sicurezza altissimo, le norme di sicurezza sono la base del nostro settore. Non puo’ esistere divertimento -sottolinea Chiari- senza sicurezza, questa e’ la nostra mission che vogliamo portare avanti a livello europeo e a livello mondiale”. Da pochi mesi, ricorda “e’ stato aperto un comitato mondiale Iso e noi siamo impegnati anche su questo fronte, ovviamente con la collaborazione del nostro istituto nazionale di standardizzazione Uni che da 20 anni ci da modo di gestire la segreteria tecnica europea del Cen/Tc 152″.

Un’attenzione alla sicurezza sottolineata anche da Bertazzon: “le aziende italiane sono sempre state sensibili e attende all’aspetto sicurezza. Siamo stati i promotori, attraverso la nostra associazione, dello sviluppo di una normativa a livello nazionale entrata in vigore all’inizio degli anni Duemila e poi sviluppata e portata a livello europeo. Le nostre aziende hanno una forte propensione all’esportazione, quindi l’aspetto normativo e’ molto importante. L’uniformita’ delle normative tra Italia, Europa e il mondo intero possibilmente, facilita questo compito e il nostro lavoro”.

L’obiettivo dunque e’ “una norma unica, uguale per tutti con le stesse regole, parliamo di globalizzazione. Abbiamo attualmente una norma europea che e’ riconosciuta informalmente a livello mondiale, ad esempio dagli Stati Uniti. Un grande lavoro e’ stato fatto a livello informale, gli esperti che sono coinvolti nello sviluppo di queste norme lavorano congiuntamente a un tavolo di lavoro trasversale, per cercare di tenere uniformate queste norme e di aggiornarle tenendole al passo con le evoluzione dei prodotti che diventano sempre piu’ estremi e complessi. E’ -conclude- un lavoro continuo”. (Fonte CertineWs)

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