Centraline all’Ilva: l’Arpa chiede chiarimenti

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Taranto: sono attendibili i dati rilevati dalla rete installata all’interno dell’ Ilva? Ad avere dubbi non sono gli ambientalisti che già a settembre avevano presentato un dettagliato esposto in procura, ma la stessa Arpa che, dopo aver deciso di pubblicare di nuovo sul suo sito i dati sulle polveri sottili contenenti Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) registrati dagli analizzatori, ieri mattina ha scritto all’azienda guidata dal commissario Enrico Bondi sollecitando ulteriori chiarimenti.
L’Agenzia regionale avrebbe sollevato dubbi sulle strutture nelle quali sono state ubicate le centraline all’interno del siderurgico. L’attenzione dei funzionari sarebbe stata attirata, in particolar modo, da alcune coperture in plastica e cemento, realizzate in corrispondenza delle centraline e dalla procedura di bagnamento degli impianti di rilevamento e delle zone attigue che verrebbe effettuata con costanza. Se risulterà che le centraline sono state in parte coperte e vengono bagnate costantemente, allora si capirà come mai i dati spesso rilevati sono addirittura inferiori a quelli registrati  nella centralina ubicata in via Machiavelli al rione Tamburi, quasi come se ci fossero più Ipa per strada che nell’acciaieria più grande d’Europa. Dalla risposta dell’Ilva dipenderà l’atteggiamento dell’Arpa che potrebbe decidere anche di non validare più i dati, rivedendo quanto fatto sinora.

CertineWs/MGD

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